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Francese

Come usare il discours indirect in francese: guida semplice e completa

Quando si studia il francese, arriva presto il momento in cui non basta più capire o formulare frasi semplici: diventa fondamentale anche saper riportare ciò che qualcuno ha detto, chiesto o pensato. È proprio in questo contesto che entra in gioco il discours indirect.

Il discorso indiretto permette di riformulare una frase senza ripeterla esattamente com’è stata pronunciata. Invece di citare le parole precise, le integriamo in una nuova frase, adattandole al contesto e al punto di vista di chi parla.

Per esempio:

« Est-ce que tu viens ? » → Il demande si tu viens.

Molti studenti trovano questa struttura complessa, perché richiede diverse trasformazioni contemporaneamente. Tuttavia, con un approccio chiaro e graduale, è possibile padroneggiarla senza difficoltà.

In questo articolo vedremo come funziona il discours indirect, quali cambiamenti comporta e come usarlo correttamente nelle situazioni più comuni.

1. Che cos’è il discours indirect

Il discours indirect è una struttura che permette di riportare parole o pensieri senza utilizzare le virgolette e senza mantenere esattamente la forma originale della frase.

Per farlo, si utilizzano verbi introduttivi come dire, demander, penser, vouloir savoir, ignorer, seguiti generalmente da que o si.

Per esempio: Il dit que demain il ira au cinéma.

In questa frase non stiamo citando direttamente le parole della persona, ma le stiamo riformulando. Questo rende il discorso più fluido e naturale, soprattutto nella lingua scritta o in contesti formali.

Quando si passa dal discorso diretto a quello indiretto, è necessario apportare alcune modifiche. Queste trasformazioni riguardano i pronomi, la struttura della frase, i tempi verbali e alcune espressioni di tempo e di luogo.

2. La trasformazione dei pronomi

Uno dei primi aspetti da considerare riguarda i pronomi personali e gli aggettivi possessivi, che devono essere adattati al nuovo punto di vista.

Quando riportiamo una frase, infatti, cambia il soggetto di riferimento e di conseguenza cambiano anche i pronomi.

Demain j’irai au cinéma. → Il dit que demain il ira au cinéma.

In questo caso je diventa il, perché non è più la persona che parla direttamente.

Jean me dit : « Ton dîner est très bon. » → Jean pense que mon dîner est très bon.

Qui ton diventa mon, perché il punto di vista cambia.

Anche nelle domande avviene lo stesso tipo di trasformazione

Pierre : « Où se trouve votre maison ? » → Pierre nous demande où se trouve notre maison.

Queste modifiche sono fondamentali per mantenere coerenza nel discorso.

3. La trasformazione delle frasi interrogative

Quando una frase interrogativa passa dal discorso diretto al discorso indiretto, la trasformazione non riguarda solo alcune parole, ma coinvolge l’intera struttura della frase. In particolare, la domanda non è più autonoma, ma diventa una proposizione subordinata dipendente da un verbo introduttivo come demander, vouloir savoir, se demander.

Questo cambiamento ha conseguenze molto importanti: la frase perde la forma interrogativa diretta e assume una struttura affermativa, pur mantenendo il significato di domanda.

Uno degli aspetti più evidenti è la scomparsa delle strutture tipiche dell’interrogazione diretta. Non si utilizza più l’espressione est-ce que e non si fa più l’inversione tra soggetto e verbo. La frase segue quindi l’ordine standard soggetto-verbo-complemento, come in una frase dichiarativa.

Per comprendere meglio queste trasformazioni, è utile distinguere tra diversi tipi di interrogative.

Nel caso delle domande chiuse, cioè quelle che prevedono una risposta sì/no, si utilizza la congiunzione: si. Questo vale sia per le domande introdotte da est-ce que sia per quelle con inversione.

« Est-ce que tu viens ? » → Il demande si tu viens.

Nel caso delle domande aperte, invece, si mantengono gli stessi avverbi interrogativi, ma la struttura della frase cambia. Si utilizzano quindi parole come: quand, pourquoi, comment, où, seguite da una frase con ordine normale.

« Quand est-ce que tu viens ? » → Il demande quand tu viens.

« Quand venez-vous ? » → Il demande quand vous venez.

Un altro caso importante riguarda le interrogative introdotte da qui. In questo caso la parola interrogativa resta invariata, ma anche qui si elimina la struttura diretta.

« Qui est-ce qui viendra ce soir ? » → Il demande qui viendra ce soir.

« Qui est-ce que tu invites ? » → Il demande qui tu invites.

Infine, è fondamentale prestare attenzione alle strutture con qu’est-ce qui e qu’est-ce que, che nel discorso indiretto diventano rispettivamente: ce qui e ce que.

« Qu’est-ce qui se passe ? » → Il demande ce qui se passe.

« Qu’est-ce que tu penses de ce roman ? » → Il demande ce que tu penses de ce roman.

Come si può notare, tutte queste trasformazioni hanno un obiettivo comune: integrare la domanda all’interno di una frase più ampia, rendendola sintatticamente corretta nel discorso indiretto.

Per questo motivo, è importante non limitarsi a tradurre parola per parola, ma comprendere il funzionamento della struttura. Una volta interiorizzate queste regole, il passaggio dal discorso diretto a quello indiretto diventa molto più naturale e automatico.

4. La trasformazione dei tempi verbali

Un aspetto centrale del discours indirect riguarda la trasformazione dei tempi verbali. Questo passaggio è fondamentale perché permette di mantenere una corretta relazione temporale tra il momento in cui qualcosa è stato detto e il momento in cui lo riportiamo.

Per capire quando e come avviene questa trasformazione, è importante partire da una distinzione di base.

Se il verbo introduttivo è al presente, come in il dit que, i tempi verbali della frase riportata generalmente non cambiano. In questo caso, infatti, il momento dell’enunciazione e quello del racconto coincidono, quindi non è necessario modificare i tempi.

Le trasformazioni avvengono invece quando il verbo introduttivo è al passato, per esempio in strutture come: il a dit que, elle a affirmé que, ils ont raconté que.

In questo caso, il discorso viene riportato da un punto di vista successivo rispetto al momento in cui è stato pronunciato, e quindi è necessario adattare i tempi verbali.

Questo fenomeno è noto come concordanza dei tempi.

Le principali trasformazioni sono le seguenti: 

  • présent → imparfait, 
  • passé composé → plus-que-parfait, 
  • futur → conditionnel présent.

Vediamo nel dettaglio come funzionano.

Quando il verbo nella frase originale è al presente, nel discorso indiretto passa all’imperfetto, perché l’azione viene vista come contemporanea a un momento nel passato.

« Je prends le train de 18 heures. » → Il a dit qu’il prenait le train de 18 heures.

Se invece il verbo è al passé composé, cioè esprime un’azione già conclusa nel passato, nel discorso indiretto diventa plus-que-parfait, per indicare che l’azione è anteriore rispetto al momento del racconto.

« J’ai déjà acheté le billet. » → Il a dit qu’il avait déjà acheté le billet.

Infine, quando nella frase originale troviamo il futuro, questo si trasforma in conditionnel présent, perché l’azione viene vista come successiva rispetto a un punto nel passato.

« J’arriverai à 21 heures. » → Il a dit qu’il arriverait à 21 heures.

Queste trasformazioni permettono di mantenere una relazione temporale logica e coerente tra gli eventi. In altre parole, non stiamo solo cambiando i tempi verbali, ma stiamo riorganizzando la frase in base a un nuovo punto di riferimento temporale.

Per questo motivo, è importante non memorizzare queste trasformazioni in modo meccanico, ma capire il principio che le guida: quando riportiamo un discorso nel passato, dobbiamo adattare i tempi in modo che riflettano correttamente l’ordine degli eventi.

5. La trasformazione delle espressioni di tempo e di luogo

Oltre ai pronomi e ai tempi verbali, anche alcune espressioni di tempo e di luogo cambiano quando passiamo al discorso indiretto.

Questo avviene perché il punto di riferimento della frase si sposta: non è più il momento in cui le parole sono state pronunciate, ma quello in cui vengono riportate.

Per mantenere la coerenza del discorso, è quindi necessario adattare queste espressioni al nuovo contesto temporale e spaziale.

Le trasformazioni più comuni sono riassunte nella tabella seguente:

Discours directDiscours indirect
ici, làà cet endroit-là
aujourd’huice jour-là
maintenantalors
hierla veille
demainle lendemain
l’année dernièrel’année précédente
il y a (3 semaines)(3 semaines) plus tôt
dans (2 jours)(2 jours) plus tard

Queste trasformazioni permettono di collocare correttamente gli eventi rispetto al nuovo momento in cui vengono raccontati.

Vediamo ora come funzionano all’interno di una frase.

« Est-ce que tu es allé à la campagne hier ? »Il a demandé si j’étais allé à la campagne la veille.

In questo caso hier diventa la veille, perché il riferimento temporale è cambiato.

« Est-ce que tu iras à la campagne demain ? »Il a demandé si j’irais à la campagne le lendemain.

Qui demain viene trasformato in le lendemain, per indicare un momento successivo rispetto a un punto nel passato.

Comprendere e applicare correttamente queste trasformazioni è fondamentale per rendere il discorso indiretto chiaro, preciso e naturale.

6. I passaggi fondamentali da ricordare

Il discours indirect è una struttura molto utile perché permette di riportare parole, domande e pensieri in modo più fluido e integrato all’interno del discorso. Tuttavia, per utilizzarlo correttamente, è necessario seguire alcune regole precise e prestare attenzione a diversi aspetti della frase.

Quando si passa dal discorso diretto al discorso indiretto, è importante tenere conto dei seguenti passaggi:

  • adattare i pronomi personali e possessivi al nuovo punto di vista, in base a chi parla e a chi riferisce il discorso
  • trasformare la struttura della frase, soprattutto nel caso delle interrogative, eliminando est-ce que e l’inversione e utilizzando forme come: si, quand, pourquoi, comment, où, ce que, ce qui
  • applicare la concordanza dei tempi verbali quando il verbo introduttivo è al passato, passando ad esempio dal presente all’imperfetto o dal futuro al condizionale
  • modificare le espressioni di tempo e di luogo per adattarle al nuovo contesto, utilizzando forme come: la veille, le lendemain, ce jour-là, alors
  • verificare sempre la coerenza globale della frase, assicurandosi che il punto di vista temporale e logico sia chiaro

Comprendere e applicare correttamente questi passaggi è fondamentale per utilizzare il discours indirect in modo preciso e naturale e per migliorare la propria capacità di esprimersi in francese, sia nello scritto sia nel parlato.

8. Vuoi approfondire?

Se vuoi rivedere queste regole con altri esempi e uno schema completo, puoi consultare la scheda grammaticale dedicata al discours indirect.

La scheda ti permette di ripassare rapidamente le trasformazioni principali e di avere sempre un punto di riferimento chiaro mentre studi.

9. E per continuare a migliorare il tuo francese…

Capire come funziona il discours indirect è un passo importante per migliorare la tua competenza in francese, soprattutto nella produzione scritta e orale.

Tuttavia, per usarlo davvero con sicurezza è fondamentale fare pratica e incontrarlo in contesti reali.

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